Ricevi un promemoria
Ricevi il Codice Fiscale della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro da inserire nella tua dichiarazione dei redditi.
La medicina, in particolare l’oncologia, ha sempre più bisogno della matematica, della fisica e dell’informatica. Discipline che si fondono, ad esempio, nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, indispensabile per trattare enormi volumi di casi e di dati e abbreviare i percorsi della ricerca nell’oncologia.
A Candiolo queste competenze sono affidate a un fisico teorico che, dopo un lungo percorso professionale e geografico, studia ora il modo in cui le cellule del cancro vanno fuori controllo.
“Il mio contributo si articola sostanzialmente su tre diversi assi. Il primo asse è quello un po’ più classico, quindi la fisica della luce. Nella ricerca sul cancro, come in altri settori della scienza della vita, si usano tanto i microscopi. Io sono un esperto di microscopia e di imaging, si chiama in inglese.“
“Il secondo asse è un asse relativo invece ai modelli. I fisici sono abituati a fare modelli matematici della realtà e il cancro, come altri fenomeni, fa parte della realtà e ci occupiamo di modellizzarlo.“
“Il terzo asse invece riguarda la gestione dei dati. Le moderne tecnologie, in particolare di genomica, consentono di avere accesso a un’enorme quantità di dati e questo richiede delle tecniche di analisi abbastanza complesse che i fisici normalmente per formazione sanno usare e quindi questa è il terzo asset sul quale ruota il mio lavoro.“
“Ci sono approcci classici dell’intelligenza artificiale che consentono di apprendere dai dati. Quindi i dati sono l’oggetto da cui la macchina ci aiuta a imparare e noi dobbiamo essere capaci di far imparare la macchina a imparare dai dati. Questi dati sono difficili da guardare con tecniche tradizionali, quindi richiedono appunto l’utilizzo di queste tecniche di apprendimento o machine learning dai dati e l’attività di analisi di dati è sostanzialmente basata su tecniche di questo tipo oggi e questo contributo ovviamente aumenterà.“
“Sì, con delle sfide non banali per la ricerca, perché chiaramente lo sforzo e la cosa critica è quella di integrare il sapere, il parere dell’esperto, si chiama in gergo, con quello che la macchina sa fare. Quindi per ottenere i risultati migliori non dobbiamo fidarci troppo della macchina, ma dobbiamo sapere integrare questo sapere di decenni che la ricerca ci ha aiutato a costruire con ciò che la macchina sa fare.“
“L’imaging è sicuramente uno dei campi dove questo sta prendendo piede sempre di più e dove appunto l’expertise, la capacità della patologia nel guardare alle immagini verrà affiancata dal potere del computer, della computazione.“
“Sicuramente l’altro asse grosso è quello dell’integrazione omica dei dati, quindi l’integrazione di dati molto complicati che provengono da diverse sorgenti, ma ce ne saranno sempre di più. Ci saranno i pareri cosiddetti multimodali, no, che mettono insieme informazioni diverse e che aiutano noi ricercatori a formulare o ad aiutare a formulare un parere su dati molto stratificati e molto complicati.“
“È sempre più difficile saper gestire tecnologie moderne senza una formazione specifica sul campo e quindi le professioni tutte hanno bisogno ecco di spendere tempo e intelletto, diciamo, a imparare come sfruttare al meglio queste tecnologie che altrimenti restano molto potenti, ma poco sfruttate.“
“La fisica teorica non entra adesso nella formazione dei medici. E anche, diciamo, la parte di scienze dure, tra virgolette, è relativamente piccola. Qui a Torino c’è un corso nuovo di intelligenza artificiale rivolto prevalentemente a chi vuole approfondire le scienze della vita, la medicina e sicuramente questo è il futuro della formazione.“
L’esperienza dell’Istituto di Candiolo dimostra come l’integrazione tra fisica teorica, intelligenza artificiale e oncologia rappresenti il futuro della ricerca medica. L’approccio multidisciplinare, che unisce microscopia avanzata, modellizzazione matematica e analisi di big data genomici, apre nuove possibilità nella comprensione e nel trattamento dei tumori.
La sfida è mantenere l’equilibrio perfetto tra le capacità computazionali dell’AI e l’esperienza clinica accumulata in decenni di ricerca, creando una sinergia che amplifichi le potenzialità di entrambi gli approcci per migliorare diagnosi, prognosi e terapie oncologiche.
