Non solo un Istituto. Un ecosistema della ricerca.
Il cantiere è progettato per non fermare mai la cura. Un ampliamento di 35mila metri quadrati porterà la superficie complessiva a superare i 95mila entro il 2035, di cui 19mila dedicati alla clinica, 6mila alla ricerca e 10mila a spazi tecnologici per l’umanizzazione e la socialità.
Cuore operativo del progetto sarà la nuova piastra tecnologica: ospiterà l’imaging diagnostico integrato e fino a 15 sale operatorie ad alta tecnologia, dedicate alla chirurgia robotica e mininvasiva e all’interventistica endoscopica avanzata. Crescerà anche la capacità di accoglienza, con 50 posti letto accreditati in più che porteranno il totale a 200.
Il cuore scientifico sarà Biolife, la piattaforma che riunirà la Biobanca più grande d’Italia, il Centro Organoidi, dove si ricreano in laboratorio mini-modelli 3D dei singoli tumori, e il Centro di Omiche Avanzate, collegati al repository dei dati clinici. È qui che prenderà forma la ricerca di precisione. Infine, nella “Nuvola dei Saperi” ricercatori e clinici si potranno incontrare ogni giorno, così che le esigenze della cura e le potenzialità della ricerca dialoghino senza distanze.
Green ed ecosostenibile, l’Istituto sarà immerso in un parco di 20.000 mq e alimentato al 100% da fonti rinnovabili prodotte sul territorio: la salute della persona e quella dell’ambiente continueranno a crescere insieme, secondo il principio One Health.