Ricevi un promemoria
Ricevi il Codice Fiscale della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro da inserire nella tua dichiarazione dei redditi.
Nel 2026 la Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro – Candiolo compie 40 anni e INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo ne festeggia 30. Sono traguardi importanti, soprattutto pensando a come è cambiata in questi decenni l’oncologia e al contributo che Candiolo ha potuto dare alla ricerca grazie alla Fondazione, alla generosità dei donatori e al sostegno del 5X1000.
Oggi parliamo di tecnologie omiche, sequenziamento di prossima generazione e cura oncologica di precisione con Anna Sapino, direttrice scientifica di Candiolo.
Sono tecniche che permettono un’analisi approfondita dell’interno di una cellula. Non andiamo più solo a vedere le cellule di cancro, ma le studiamo nella loro completezza, per trovare i punti di aggancio di terapie specifiche o per capire quali sono le alterazioni che possono far insorgere il cancro.
È uno studio molto più accurato, molto più preciso e molto più intracellulare rispetto ai precedenti.
Anche questa è una rivoluzione copernicana, se vogliamo. Le tecniche omiche producono milioni di dati, che devono poi essere analizzati: soltanto attraverso le tecniche bioinformatiche lo possiamo fare. Candiolo oggi è in prima linea anche su questo fronte.
Sì, ma l’applicazione dell’intelligenza artificiale va valutata con attenzione. Il passaggio dalla ricerca alla clinica deve avere una validazione ed è sempre auspicabile che il medico, nell’utilizzo di queste tecniche, mantenga una valutazione obiettiva dei suggerimenti che ne possono derivare.
All’interno dell’Istituto abbiamo avuto la fortuna, grazie alle donazioni ricevute negli anni e all’aiuto della Fondazione, di acquisire tecnologie molto avanzate.
Tutte le forme di studio omico sono legate a strumenti veri e propri: per funzionare, queste piattaforme hanno bisogno anche di profili professionali adeguati. L’insieme di tecnologie e professionalità fa la piattaforma, a disposizione dei ricercatori, che al suo interno possono sviluppare i loro studi, dalla biologia cellulare fino agli studi molecolari avanzati.
Abbiamo a disposizione una piattaforma di genomica avanzata, con strumenti di alto livello per il sequenziamento, a cui stiamo aggiungendo tecnologie per lo studio delle proteine, quindi la proteomica. Il tutto è finalizzato anche alla classificazione e tipizzazione dei campioni biologici raccolti nella biobanca di Candiolo.
È una piattaforma che si adatta alle necessità intrinseche del nostro Istituto, che vede nella biobanca una risorsa fondamentale per la ricerca: solo grazie all’adesione dei nostri pazienti riusciremo ad avere campioni tumorali di qualsiasi tipo, ematologici o biologici, su cui applicare le nostre tecnologie e favorire una ricerca avanzata.
La capacità di passare gradualmente a una vera medicina personalizzata. Al momento facciamo una medicina di precisione: basandoci su una quantità enorme di dati, riusciamo a definire delle categorie in cui inserire i pazienti per i trattamenti.
Piano piano questo sta evolvendo verso un termine poco utilizzato perché scivoloso, la medicina personalizzata, nella quale, grazie a questi enormi data lake, potremo inserire anche le caratteristiche fisiche, psicologiche e biologiche dell’ospite.
Non studieremo più solo il tumore, ma avremo la possibilità di usare i dati di chi ha il tumore per indirizzare in modo preciso, e quindi personalizzato, le terapie: una cosa che 30 anni fa non era pensabile.
L’evoluzione è talmente rapida che mi resta quasi impossibile immaginarlo. Penso a quello che potrebbe essere auspicabile: il cancro esiste e, come molte altre malattie, non è possibile evitarlo, ma è possibile curarlo, è possibile conviverci, è possibile trovare soluzioni.
Auspico una visione in cui considereremo il paziente con il cancro come un paziente che può guarire, dimenticare di averlo avuto, oppure come qualcuno che affronta quotidianamente questa malattia come tante altre.
Faccio sempre l’esempio di chi ha l’ipertensione e ogni giorno prende il farmaco: allo stesso modo auspico che il cancro non sia più “il male”, ma un male come tanti altri che possono affliggere l’umanità.
In questo momento, con i capelli grigi, sono una nonna di tre magnifici nipoti che mi occupano le giornate e mi permettono di svegliarmi ancora con l’intento di rimanere giovane, perché loro ne hanno piacere e ne hanno bisogno.
Le tecnologie omiche, la bioinformatica e la medicina di precisione crescono giorno dopo giorno grazie alla ricerca di Candiolo. Con il tuo sostegno, le attività di cura e ricerca sul cancro non si fermano.
