Carcinoma gastrico: a Candiolo nuove terapie mirate al recettore EGFR

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Ogni anno in Italia si registrano circa 15.000 nuovi casi di carcinoma gastrico, in prevalenza maschili e in netto calo. Questo anche perché una delle principali cause, oltre ai cattivi stili di vita, cioè l’infezione da Helicobacter pylori, oggi è diagnosticata e curata con crescente efficacia.

Il tumore allo stomaco è considerato uno dei più pericolosi, ma la sopravvivenza a 5 anni può raggiungere anche il 90% se curato in tempo, quando la malattia, che ha origine perlopiù nella mucosa, è limitata agli strati superficiali dello stomaco.

Ogni anno in Italia si registrano circa 15.000 nuovi casi di carcinoma gastrico, in prevalenza maschili e in netto calo. Questo anche perché una delle principali cause, oltre ai cattivi stili di vita, cioè l’infezione da Helicobacter pylori, oggi è diagnosticata e curata con crescente efficacia.

Il tumore allo stomaco è considerato uno dei più pericolosi, ma la sopravvivenza a 5 anni può raggiungere anche il 90% se curato in tempo, quando la malattia, che ha origine perlopiù nella mucosa, è limitata agli strati superficiali dello stomaco.

Purtroppo la diagnosi precoce, fondamentalmente tramite gastroscopia, non è facile perché i sintomi restano a lungo assenti o scarsi e richiamano patologie più banali.

Le ultime strategie terapeutiche puntano a colpire alcuni recettori dei fattori di crescita delle cellule cancerose, come la proteina EGFR. In altri tipi di tumore si è riusciti a inibire questo recettore con una certa efficacia.

Nel carcinoma gastrico, invece, sembrava eludere gli sforzi dei ricercatori. Ora, grazie al sostegno della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, il laboratorio di biologia molecolare dell’Istituto di Candiolo, diretto da Silvia Giordano, è riuscito a individuare un gruppo di carcinomi gastrici particolarmente sensibili ai farmaci anti-EGFR.

Caratteristiche dei tumori sensibili

I tumori dello stomaco trattabili con farmaci diretti contro il recettore dell’EGFR presentano due caratteristiche principali:

  • un alto numero di copie del gene (amplificazione), con conseguente produzione elevata della proteina e sua iperattivazione
  • un’alta produzione di ligandi, molecole capaci di attivare il recettore

In questo secondo caso, anche se la quantità della proteina non è elevata, la sua attivazione è continua perché il tumore produce autonomamente le molecole che ne stimolano l’attività.

Come sono state identificate queste caratteristiche

Abbiamo esaminato studi clinici su pazienti affetti da tumore gastrico e osservato che sia l’amplificazione del gene sia l’alta produzione di ligandi erano presenti in modo selettivo nei pazienti che rispondevano al trattamento.

Questa osservazione è stata poi verificata in un contesto preclinico sperimentale, dimostrandosi efficace.

Le molecole che inibiscono il recettore EGFR sono già approvate per altri tumori, come quello del polmone o del colon.

Si distinguono in:

  • anticorpi monoclonali
  • piccole molecole inibitorie

Entrambe bloccano il recettore, impedendogli di esercitare la sua attività. Sono farmaci generalmente ben tollerati e già utilizzati da anni, quindi potenzialmente trasferibili anche al carcinoma gastrico.

Il punto cruciale resta individuare i pazienti che possono trarne beneficio.

I pazienti sensibili rappresentano una piccola percentuale (inferiore al 5-7%). Tuttavia, la medicina di precisione si basa proprio su questa logica: suddividere i pazienti in sottogruppi con caratteristiche specifiche e associare a ciascuno il trattamento più efficace.

Questo spiega perché alcuni studi sulla popolazione generale non mostrano risultati significativi: i pazienti realmente responsivi sono pochi.

La ricerca non si limita all’EGFR. È stato recentemente individuato, in fase preclinica, un altro bersaglio legato a mutazioni genetiche (come il gene BRCA, noto anche per il caso Angelina Jolie), che potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche per il tumore allo stomaco.

L’obiettivo è avviare trial clinici per confermare l’efficacia di questi approcci.

La selezione dei pazienti non è solo una questione economica. Anche se i trattamenti sono meno tossici rispetto alla chemioterapia, presentano comunque effetti collaterali.

Inoltre, durante una terapia inefficace, il paziente potrebbe non ricevere trattamenti alternativi più utili. Per questo motivo, indirizzare ogni paziente verso la terapia più adatta è una scelta clinica ed etica fondamentale.

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