Leucemia linfoblastica acuta a cellule T: perché resiste all’immunoterapia

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La leucemia linfoblastica acuta a cellule T è una forma rara di tumore del sangue, resistente alle terapie disponibili. A raccontare come la si studia è la Dottoressa Annamaria Massa, ricercatrice all’Istituto Nazionale Oncologico Candiolo – IRCCS (INOC), che risponde a tre domande sul suo progetto di ricerca.

Che cos’è la leucemia linfoblastica acuta a cellule T

È una leucemia acuta che origina dai linfociti T, le cellule del sistema immunitario deputate a riconoscere ciò che è estraneo all’organismo. È rara e difficile da trattare: a differenza di altri tumori ematologici, risponde in modo eterogeneo anche all’immunoterapia. Alcuni pazienti ne traggono beneficio, altri no. Capire il perché è il punto di partenza del progetto seguito da Annamaria.

Il ruolo delle cellule natural killer nell’immunoterapia

Le cellule natural killer sono una popolazione del nostro sistema immunitario capace di riconoscere ed eliminare le cellule tumorali. Su questa capacità si basa una delle immunoterapie più promettenti degli ultimi anni. Nella leucemia linfoblastica acuta a cellule T, però, il meccanismo si inceppa: le cellule leucemiche riescono a sottrarsi al controllo. Il laboratorio di Candiolo in cui lavora Annamaria vuole individuare esattamente dove.

L’epigenetica: dove si decide quali geni si accendono

La risposta viene cercata nell’epigenoma: l’insieme delle modificazioni chimiche e strutturali del DNA che fanno sì che un gene sia espresso oppure no. La sequenza genetica resta la stessa, cambia il modo in cui viene letta. Se la resistenza all’immunoterapia nasce anche da qui, agire sull’epigenoma potrebbe restituire alle cellule natural killer la loro efficacia.

I prossimi passi del progetto di ricerca

Il passo successivo sarà mettere a contatto in laboratorio le cellule di leucemia linfoblastica acuta a cellule T con le cellule natural killer, per poi studiarne separatamente l’epigenoma attraverso tecniche multiomiche: analisi che leggono insieme più livelli di informazione biologica della stessa cellula. È un lavoro lungo, fatto di esperimenti ripetuti, come quello che ogni giorno impegna i laboratori di ricerca di Candiolo.

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