18/06/2026

Medicina personalizzata: 40 anni di progressi a Candiolo

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Dr. Piero Fenu

La medicina personalizzata ha fatto fare passi avanti significativi e duraturi nella guarigione o nella cronicizzazione dei tumori, salvaguardando la qualità di vita dei pazienti.

Dottor Piero Fenu, Direttore Sanitario di Candiolo

Da oltre il 35% a più del 65%: come è cambiata la prognosi dei tumori

Nel corso degli ultimi quarant’anni l’oncologia è stata protagonista di un’evoluzione imponente e articolata, che ha consentito di raggiungere risultati straordinari. La diffusione delle strategie di screening, il perfezionamento delle tecniche chirurgiche e radioterapiche, l’introduzione di terapie sistemiche avanzate e lo sviluppo della medicina di precisione hanno modificato profondamente la prognosi delle malattie tumorali. Quarant’anni fa circa il 35% dei pazienti oncologici sopravviveva a cinque anni dalla diagnosi.

Oggi, grazie a uno sforzo scientifico senza precedenti, questa percentuale è aumentata in modo significativo, superando il 65% nella media di tutti i tumori. Questo progresso è il risultato di molteplici fattori. La diagnosi precoce di lesioni anche millimetriche, resa possibile da macchinari di imaging ad altissima risoluzione; l’evoluzione della chirurgia, che consente, anche grazie alle piattaforme robotiche, la rimozione radicale delle lesioni tumorali con approcci sempre più mini-invasivi; la radioterapia mirata, capace di colpire il tumore preservando i tessuti circostanti; le terapie a bersaglio molecolare, che permettono di somministrare farmaci specifici grazie all’identificazione di particolari molecole-driver; l’immunoterapia, che attiva il sistema immunitario del paziente contro la neoplasia e consente risultati significativi e duraturi anche nei tumori in stadio avanzato.

Dalla chemioterapia all’approccio “sartoriale” della medicina personalizzata

In ambito farmacologico abbiamo assistito a un vero cambio di paradigma: dalla chemioterapia tradizionale, trasversale e spesso indiscriminata, si è passati all’approccio “sartoriale” della medicina personalizzata. L’obiettivo non è più soltanto la sopravvivenza a breve termine, ma la guarigione o, nei casi meno favorevoli, la cronicizzazione della malattia, salvaguardando al tempo stesso la qualità di vita dei pazienti.

Il ruolo di Candiolo: dalla profilazione molecolare alla ricerca traslazionale

In questo passaggio dall’approccio generalista a strategie terapeutiche sempre più mirate, l’Istituto di Candiolo ha svolto un ruolo cruciale. Negli anni si è dedicato con convinzione agli studi sulla profilazione molecolare, sulla biopsia liquida e sui bersagli immunoterapici. Grazie alla ricerca traslazionale, le scoperte di laboratorio vengono trasformate in terapie personalizzate, con ricadute concrete sulla cura dei pazienti.

Un ecosistema integrato: dal bancone del ricercatore al letto del paziente

Candiolo non si è quindi evoluto semplicemente come ospedale o centro di ricerca, ma come un ecosistema integrato, in cui la distanza tra il bancone del ricercatore e il letto del paziente è ridotta al minimo. È in questo contesto che viene esaltata l’evoluzione dell’oncologia: da disciplina reattiva a scienza predittiva e paziente-specifica. Oltre che per l’indiscussa caratura scientifica, certificata da scoperte fondamentali e da una presenza costante nella letteratura oncologica internazionale, l’Istituto si è affermato anche per l’eccellenza dell’attività clinica quotidiana.

Questo risultato è stato reso possibile da investimenti sistematici in tecnologie mediche d’avanguardia e dal reclutamento di specialisti di altissimo profilo, capaci di gestire protocolli complessi e di garantire ai pazienti i più elevati standard di sicurezza ed efficacia.

Umanizzazione delle cure e modello Comprehensive Cancer Center

Il progresso clinico e scientifico è stato inoltre integrato da percorsi di umanizzazione delle cure, ideati per garantire ascolto, vicinanza e dignità ai pazienti. Questo approccio articolato valorizza il riconoscimento internazionale di Candiolo quale “Comprehensive Cancer Center”, contraddistinto da un fil rouge che unisce l’osservazione microscopica delle cellule da parte dei ricercatori all’erogazione della cura da parte dei medici. Il tutto in un contesto caratterizzato da apparecchiature di ultima generazione, professionisti di eccellenza e operatori esperti nella relazione di cura e nell’ascolto dei bisogni psicologici di chi affronta la malattia.

Le nuove frontiere della cura: mRNA, anticorpi bispecifici, terapie geniche e IA

L’oncologia e l’Istituto di Candiolo, tuttavia, non si fermano. Al contrario, accelerano nella loro corsa contro il cancro. Vaccini a mRNA, capaci di istruire il sistema immunitario a riconoscere le mutazioni specifiche del tumore, anticorpi bispecifici, in grado di legarsi contemporaneamente a due bersagli molecolari diversi, terapie geniche, basate sul trasferimento a scopo curativo di materiale genetico all’interno della cellula, medicina nucleare di precisione, fondata sulla somministrazione di radioisotopi specifici antitumorali, intelligenza artificiale predittiva, con algoritmi avanzati capaci di analizzare variabili cliniche e genomiche: sono queste le nuove frontiere di una sfida contro un avversario che non appare più invincibile.

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