18/06/2026

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La Repubblica

Tumore alla prostata, una nuova strategia per ridurre le biopsie inutili

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Una strategia diagnostica più precisa e meno invasiva per il tumore alla prostata è possibile.

È quanto emerge dai risultati preliminari dello studio PROscreenMRI, promosso dall’Istituto di Candiolo – IRCCS, dal Centro di riferimento per l’epidemiologia e la prevenzione oncologica (Cpo) in Piemonte, dall’Aou San Luigi Gonzaga in collaborazione con l’Asl TO5, che ha dimostrato che sottoponendo chi ha valori di Psa (antigene prostatico specifico) alterati a una risonanza multiparametrica si possono ridurre significativamente le biopsie di accertamento, riservando l’intervento solo quando è davvero necessario.

La sfida per uno screening efficace

In Italia, il tumore della prostata rappresenta la neoplasia più frequente tra la popolazione maschile, con circa 41 mila nuovi casi diagnosticati ogni anno. Nonostante i numeri elevati, a differenza di quanto accade per il tumore al seno o al colon-retto, nel nostro Paese non esiste ancora un programma di screening nazionale organizzato e uniforme.

La mancanza di un protocollo standardizzato è stata finora causata dall’assenza di un test che sia efficace nell’intercettare le lesioni evitando la sovradiagnosi.

La ricerca condotta a Candiolo nasce proprio per colmare questo vuoto, per trovare un equilibrio tra la necessità di individuare precocemente la malattia e il desiderio di non sottoporre i cittadini a esami invasivi quando non indispensabili.

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