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21/07/2026
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Nel celebrare il suo 40° anniversario, la Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, che sostiene l’Irccs oncologico di Candiolo, ha assunto la nuova denominazione di Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro. Ha anche annunciato un ambizioso piano di sviluppo per il prossimo decennio dell’Istituto, oggi INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo. Allegra Agnelli, che nel 1986 diede vita alla Fondazione animata dal desiderio di donare al Piemonte un grande centro dedicato alla ricerca e alla cura dei tumori, ripercorre le tappe di un progetto diventato un’eccellenza internazionale e riflette sul futuro della ricerca, della filantropia e della responsabilità condivisa
Nel 1986 il Piemonte non disponeva di un Irccs oncologico dedicato, mentre i grandi poli di riferimento erano Milano, Roma e Napoli. Quanto pesò la consapevolezza che il Piemonte fosse privo di un grande centro dedicato alla ricerca e alla cura del cancro?
Pesò moltissimo, e direi che fu la scintilla di tutto. Alla fine degli anni Settanta avevo iniziato a impegnarmi nella raccolta fondi per la ricerca oncologica con il Comitato Piemonte e Valle d’Aosta dell’Airc, e fu proprio lì, accanto ai ricercatori dell’Università di Torino, che maturò in me una consapevolezza precisa: chi si ammalava nella nostra regione era spesso costretto a partire, a cercare altrove la cura e la speranza. Altre città avevano i loro grandi poli di riferimento; il Piemonte no. E una malattia come il cancro non aspetta, e spesso non concede il tempo della distanza. Quella mancanza non era soltanto un dato sanitario: era una ferita del territorio, e insieme una responsabilità. Sentii che non potevamo limitarci a constatarla.
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