Protocolli sperimentali a Candiolo: il lavoro del Clinical Research Coordinator

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I protocolli sperimentali permettono ai pazienti di accedere a nuove opzioni di cura, in più rispetto alla normale pratica clinica. A raccontare come funzionano questi studi clinici è Edoardo Franchi, Clinical Research Coordinator all’Istituto Nazionale Oncologico Candiolo – IRCCS (INOC), che risponde a tre domande sul suo lavoro.

Che cosa sono i protocolli sperimentali

I protocolli sperimentali sono programmi di natura sperimentale che l’Istituto propone ai pazienti per garantire opzioni terapeutiche in più rispetto alla normale pratica clinica. A Candiolo, Edoardo Franchi segue in particolare i protocolli ematologici: studi clinici che ampliano le possibilità di cura offerte alle persone.

Il ruolo del Clinical Research Coordinator

Il lavoro del Clinical Research Coordinator consiste principalmente nella programmazione del percorso del paziente all’interno del protocollo sperimentale. È la figura che accompagna la persona in ogni fase dello studio clinico, in stretta collaborazione con medici, infermieri e con tutto lo staff di Candiolo.

Le fasi di uno studio clinico: dallo screening alla terapia

Il percorso inizia con una fase di screening, durante la quale il medico e il Clinical Research Coordinator verificano insieme il rispetto di tutti i criteri di inclusione del protocollo proposto al paziente. Quando i criteri sono soddisfatti, il paziente entra ufficialmente nello studio. Da quel momento la programmazione si concentra sul percorso di terapia: visite, esami strumentali ed eventuali prelievi di campioni biologici, che vengono poi inviati ai laboratori centrali. Il paziente viene così seguito dall’inizio del percorso fino al completamento della terapia.

Ricerca di qualità, cure di qualità: gli obiettivi per il futuro

I protocolli sperimentali rappresentano un grande contributo alla ricerca clinica. L’obiettivo per il futuro è consolidare basi già ottime, migliorando ancora l’interazione tra Clinical Research Coordinator, medici, infermieri e tutto lo staff di Candiolo. Perché una migliore collaborazione si traduce in una ricerca di qualità, e una ricerca di qualità è destinata a produrre cure di qualità.

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