Il progetto che porta la prevenzione oncologica nelle scuole superiori di Torino e dell’area metropolitana. I medici di Candiolo incontrano studentesse e studenti per parlare di stili di vita, vaccinazione anti-HPV e screening, con informazioni basate sulle evidenze scientifiche.

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Parlare di prevenzione oncologica è, in senso pieno, parlare di futuro: quello che si costruisce giorno dopo giorno con le scelte concrete di migliaia di giovani. GenerAzione Prevenzione è un progetto educativo che mette in relazione competenze scientifiche, scuola e territorio per portare nelle aule informazioni corrette e basate sulle evidenze scientifiche.
L’obiettivo è aiutare i ragazzi a prestare più attenzione agli stili di vita salutari e a fare scelte attive di prevenzione, imparando anche a distinguere le fonti affidabili tra le tante informazioni sulla salute che incontrano ogni giorno.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra realtà con competenze complementari:
Il contributo scientifico è affidato ai medici e agli specialisti di INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo, che portano nelle scuole competenze cliniche aggiornate e l’esperienza diretta della cura dei pazienti oncologici.
Nella prima edizione, nell’anno scolastico 2025/2026, il progetto ha raggiunto centinaia di studentesse e studenti delle classi quarte e quinte degli istituti superiori di Torino e dell’area metropolitana. Con l’anno scolastico 2026/2027 prende il via la seconda edizione.
Del progetto ha parlato anche la stampa: leggi l’articolo.
La prevenzione oncologica è uno strumento concreto per ridurre il rischio di sviluppare molti tumori. Numerosi studi dimostrano che una quota significativa dei tumori è associata a fattori di rischio modificabili: il fumo di tabacco, il consumo eccessivo di alcol, la sedentarietà, un’alimentazione non equilibrata e la mancata adesione ai programmi vaccinali, tra cui quello contro il Papillomavirus umano (HPV).
Molte di queste abitudini si formano durante l’adolescenza e accompagnano la persona per tutta la vita. Intervenire in questa fase significa offrire strumenti utili quando i comportamenti sono ancora in formazione, favorendo consapevolezza e capacità critica.
Per questo fare prevenzione oncologica negli anni delle scuole superiori è un investimento rilevante per la prevenzione e per la salute pubblica: contribuisce a formare cittadini più informati e responsabili.
Non lezioni frontali, ma incontri strutturati e momenti di confronto diretto con i professionisti sanitari, pensati per stimolare partecipazione attiva, pensiero critico e una comprensione reale del legame tra stile di vita e rischio oncologico. Il percorso si articola in tre fasi.
Due incontri di circa due ore, in orario scolastico: cosa significa prevenire un tumore, la differenza tra prevenzione primaria e secondaria e come le abitudini quotidiane si traducono in dati epidemiologici concreti.
Sessioni di approfondimento su casi clinici e scenari realistici: gli studenti ne discutono tra loro alla presenza dello specialista oncologo e imparano a ragionare sui dati, invece di memorizzarli.
Nella fase conclusiva alcuni studenti maggiorenni, affiancati dagli operatori del progetto e dalle forze dell’ordine, portano i messaggi di prevenzione nei luoghi frequentati dai coetanei.
L’obiettivo è sviluppare una capacità di interpretazione critica delle informazioni sanitarie che duri ben oltre la fine del progetto. Con la peer education il progetto supera i muri dell’aula e genera un impatto culturale diffuso sul territorio.
Uno degli elementi distintivi di GenerAzione Prevenzione è il confronto diretto tra studenti e medici che lavorano ogni giorno nella cura e nella ricerca oncologica: persone che portano in classe la stessa concretezza con cui affrontano il lavoro in corsia o in sala operatoria.

Direttore di Oncologia Medica di INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo
Affronta il tema degli stili di vita e dei fattori di rischio, con particolare attenzione a tabacco e alcol: aiuta gli studenti a capire non solo cosa accade nel corpo, ma perché certi comportamenti aumentano concretamente la probabilità di sviluppare un tumore nel lungo periodo.
Direttore del Centro per i Tumori dell’Ovaio di INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo
Si concentra sui tumori HPV-correlati e sull’importanza della vaccinazione anti-HPV.
Direttore del Reparto di Medicina Interna di INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo
Approfondisce la relazione tra salute sistemica e prevenzione oncologica e restituisce agli studenti una visione integrata dell’organismo: un corpo che risponde alle scelte quotidiane con effetti misurabili sul rischio di malattia.
Nelle aule di GenerAzione Prevenzione le informazioni scientifiche incontrano le storie delle persone. È questo incontro a rendere la prevenzione concreta.
Annarita Masullo è una paziente di INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo, operata dal dottor Luigi Carlo Turco, il chirurgo che, come dice lei stessa, le ha salvato la vita. Ha scelto di entrare in una classe di studentesse e studenti per raccontare la sua storia. Avrebbe potuto non farlo. Ha scelto di farlo.
Ha raccontato del suo tumore HPV-correlato e di come poteva essere evitato con un vaccino. Ha parlato di vaccini, di screening, di cura di sé. Non una lezione, ma una testimonianza capace di unire informazione e umanità, dati e vita vissuta.
La sua storia, come dice lei, è purtroppo molto comune. Ha scelto di condividerla perché crede che informare le nuove generazioni sia un atto doveroso. Perché sapere è una grande forma di libertà.
Così il dottor Luigi Carlo Turco, Direttore del Centro per i Tumori dell’Ovaio di INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo, racconta il suo impegno nel progetto. Ginecologo oncologo di lungo corso, porta in aula la stessa consapevolezza che guida il suo lavoro in sala operatoria: la prevenzione salva le vite, e farlo capire ai giovani è parte integrante della cura.
Negli incontri parla di HPV, classificato tra i principali agenti patogeni responsabili di cancro a livello globale, e dei tumori che può causare: cervice uterina, vulva, vagina, faringe, ano. Secondo le stime della letteratura scientifica internazionale, la maggior parte delle persone incontra questo virus nel corso della vita, spesso senza saperlo e senza sintomi.
La buona notizia è che oggi esistono gli strumenti per proteggersi. Il vaccino anti-HPV, somministrato in età adolescenziale, può ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare tumori HPV-correlati. E lo screening, con il Pap test e l’HPV test, permette di individuare le lesioni precancerose prima che progrediscano.
“È fondamentale che le nuove generazioni sappiano come fare prevenzione. La prevenzione vuol dire diagnosi precoce. E la diagnosi precoce vuol dire poter curare un tumore – e guarire.”
Dottor Luigi Carlo Turco
Direttore del Centro per i Tumori dell’Ovaio, INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo
La prevenzione oncologica comprende l’insieme delle strategie volte a ridurre il rischio di sviluppare un tumore o a individuarlo nelle sue fasi iniziali. Si distingue in prevenzione primaria, che agisce sui fattori di rischio modificabili come fumo, alcol, alimentazione e sedentarietà, e prevenzione secondaria, che include screening e controlli periodici finalizzati alla diagnosi precoce.
Informare correttamente i giovani su questi meccanismi significa dare loro strumenti concreti per prendersi cura della propria salute nel lungo periodo.
L’adolescenza e la prima età adulta sono le fasi in cui si consolidano le abitudini destinate a durare. Intervenire in questa fase con un’informazione scientifica chiara e accessibile permette di agire in anticipo sui comportamenti a rischio e di formare una cultura della salute radicata, non episodica.
La vaccinazione contro il Papillomavirus umano (Human Papilloma Virus, HPV) è uno degli strumenti di prevenzione primaria più efficaci oggi disponibili. L’HPV è responsabile di diverse forme tumorali, tra cui il tumore del collo dell’utero e altri tumori correlati al virus. Vaccinarsi, insieme alla partecipazione regolare ai programmi di screening, riduce in modo sostanziale il rischio di sviluppare queste patologie. Per saperne di più leggi la nostra guida sull’HPV e la vaccinazione.
La diagnosi precoce consiste nell’individuare un tumore in fase iniziale, quando le opzioni terapeutiche sono più ampie e le probabilità di guarigione più elevate. Gli screening oncologici sono programmi di controllo rivolti alla popolazione sana, pensati per identificare le alterazioni precancerose prima della comparsa dei sintomi: intervenire prima, per curare meglio.