16/06/2026

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40 anni di Candiolo: la serata al Teatro Regio di Torino

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Il Teatro Regio di Torino ha ospitato una grande serata di musica e spettacolo per celebrare i 40 anni di Candiolo e della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro – Candiolo. Una festa pensata per dire grazie alla comunità di sostenitori e per immaginare, insieme, i prossimi decenni di ricerca e cura.

I 40 anni di Candiolo, festeggiati al Teatro Regio

Quarant’anni dopo il sogno iniziato nel 1986, la Fondazione si presenta con un nuovo nome che non segna una rottura, ma una conferma: cambia il nome, non cambia chi siamo. Sul palco del Teatro Regio, Allegra Agnelli è stata intervistata da Linus, che ha condotto la serata dialogando con la Presidente sul futuro della Fondazione e sull’importanza della ricerca scientifica.

Sul palco artisti, ricercatori e pazienti

Il filo conduttore della serata è stato l’intreccio tra la musica e le testimonianze dei ricercatori e dei pazienti dell’Istituto, accanto ai saluti istituzionali e alla madrina della Fondazione, Cristina Chiabotto. Una scelta che racconta Candiolo per quello che è: un luogo fatto di persone, dove la ricerca scientifica poggia sulla generosità della comunità.

Gli artisti della serata

Hanno preso parte alla serata, tra gli altri, Diodato, Neri Marcorè, Levante, Samuele Bersani, Giovanni Allevi e Cristina Chiabotto: un parterre di voci che ha scelto di mettere il proprio talento al servizio della ricerca.

Diodato e Neri Marcorè: musica e ricerca insieme

Tra gli artisti presenti, Diodato ha raccontato il senso della sua adesione all’appello della Fondazione:

«Perché c’è un compleanno importante da festeggiare, perché c’è da sostenere la ricerca ed è una ricerca fondamentale, e c’è la volontà di un ampliamento di questo centro, il centro Candiolo. La Fondazione ha chiamato e mi sembrava giusto esserci. Credo che la musica possa amplificare i messaggi e possa essere di sostegno, tante volte, a cause così importanti.»

Diodato

Sul palco l’artista ha portato due brani: «Porterò una delle prime canzoni che mi ha portato poi al Festival nel 2014, si chiama Babilonia. E poi un pezzo dei Beatles, Across the Universe».

Per Neri Marcorè, la parola d’ordine della serata è una sola: speranza.

«Candiolo è davvero un’eccellenza non soltanto italiana, e tante persone in questi 40 anni hanno potuto usufruire della competenza, della professionalità e dell’amore del loro lavoro di tanti medici, insomma, del personale sanitario. Io ho avuto anche il privilegio di conoscere questo centro anni fa, perché spesso, con la Nazionale Cantanti, abbiamo giocato allo Stadium e l’incasso veniva poi devoluto direttamente a Candiolo. È davvero un motivo di orgoglio per tutti noi che possiamo considerarci amici sia di Allegra Agnelli sia di queste realtà. Un’occasione del genere è un punto d’arrivo, ma anche un punto di partenza, perché da adesso in poi il futuro riserverà un ampliamento e la speranza potrà essere moltiplicata per tante persone che magari aspettano di essere curate.»

Neri Marcorè

Da un traguardo a un nuovo punto di partenza

I quarant’anni di Candiolo non sono un punto d’arrivo, ma un nuovo punto di partenza. Lo guarda avanti il Piano di sviluppo 2026–2035, il piano decennale per trasformare il campus in uno dei poli della ricerca oncologica più avanzati al mondo: più spazio per la cura, più laboratori, le persone sempre più al centro. L’obiettivo dichiarato è raddoppiare il polo entro il 2035.

È la stessa visione che la Presidente affida alla lettera per i 40 anni: un sogno nato nel 1986 e diventato, grazie alla generosità di molti, patrimonio di tutti. Per ripercorrere questa storia c’è la nostra storia.

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