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12/06/2026
Lettera di Allegra Agnelli, Presidente della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro – Candiolo, pubblicata sul notiziario istituzionale in occasione del 40° anniversario della Fondazione.

Quarant’anni fa, quando ho immaginato per la prima volta quello che sarebbe diventato l’Istituto di Candiolo, molti mi dissero che stavo inseguendo un sogno impossibile. Costruire dal nulla un centro oncologico di eccellenza in Piemonte, finanziato interamente dalla generosità di privati cittadini, sembrava un’impresa tanto visionaria quanto folle. Eppure, quell’impresa, mattone dopo mattone, donazione dopo donazione, anno dopo anno, è diventata realtà.
Quello che nel 1986 nacque come un progetto visionario è oggi una realtà di eccellenza riconosciuta: un centro che si estende su oltre 60.000 metri quadrati, dove operano oltre 800 professionisti, che ogni anno eroga più di un milione e cinquecentomila prestazioni ambulatoriali, che conta oltre 300 ricercatori al lavoro in 41 laboratori e unità di ricerca.
E ancora, il riconoscimento di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico – il primo della regione Piemonte – e il prestigioso titolo di Comprehensive Cancer Centre assegnato dall’Organisation of European Cancer Institutes, il massimo riconoscimento europeo per un centro interamente dedicato alla lotta contro il cancro.
Trent’anni di ricerca e cura. Quarant’anni di Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, di fiducia e generosità. Due cifre che fanno tremare le mani quando le si scrive, ma che riempiono il cuore di una gratitudine che non si può mai esprimere abbastanza.
In questi decenni, l’Istituto è cresciuto, ha accolto decine di migliaia di pazienti, ha visto i propri scienziati pubblicare le loro scoperte sulle più prestigiose riviste scientifiche mondiali.
Ognuno di questi passi è stato reso possibile dalla fiducia che voi – donatori, famiglie, aziende, volontari – avete riposto in noi anno dopo anno, con silenziosa e ammirevole costanza. Perché questo è il segreto di Candiolo: non è mai stata, e non sarà mai, soltanto una struttura sanitaria.
È una comunità di persone che ha scelto di trasformare la paura in ricerca, la speranza in risultati concreti e misurabili. Senza di voi non avremmo posato la prima pietra nel 1992, non avremmo acceso le luci dei primi laboratori nel 1996, non avremmo aperto le porte ai pazienti nel 1997. Ogni traguardo raggiunto porta la vostra firma, prima ancora della nostra.
Si tratta di un patrimonio straordinario di competenze scientifiche, fiducia e generosità, costruito grazie al contributo di tantissime persone. Un patrimonio che rappresenta oggi un bene comune e che abbiamo il dovere non solo di custodire, ma anche di accompagnare con responsabilità verso il futuro.
Perché nulla di quanto è stato costruito vada perduto, e ogni passo in avanti sia compiuto con la stessa serietà e la stessa passione che hanno caratterizzato il nostro passato.
Oggi, mentre celebriamo questo doppio anniversario, mi trovo a guardare il futuro con la stessa emozione – e la stessa determinazione – di allora. Come avrete già notato sin dall’intestazione di questa prima pagina del nostro notiziario, la Fondazione ha cambiato nome e logo.
Da Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro a Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro: un cambiamento visibile, che porta con sé una storia e un significato profondi. Mi è stato chiesto di mettere il mio nome su questo progetto che ho costruito con passione in quarant’anni di vita, e ne sono profondamente commossa e onorata.
Cambia il nome, cambia il logo, ma non cambia nulla di ciò che siamo. Siamo le stesse persone, con gli stessi valori, con lo stesso impegno che avete conosciuto e sostenuto in tutti questi anni.
La missione resta identica: finanziare la ricerca, curare i pazienti, costruire un futuro sempre più libero dal cancro. Questo cambiamento non è una discontinuità: è una conferma di chi siamo e di dove vogliamo arrivare. Un riconoscimento che sento come una responsabilità ancora più grande e che accetto come un impegno rinnovato verso tutti voi, per costruire insieme l’Istituto del futuro.
Questo percorso nasce anche da una riflessione personale che ho raccolto in quello che considero il mio testamento morale, frutto di oltre quattro decenni di impegno dedicati alla ricerca. Sento il dovere di contribuire a dotare la Fondazione e l’Istituto di Candiolo di strutture sempre più solide e di visioni condivise, capaci di garantirne nel tempo autonomia, stabilità ed eccellenza.
Il nuovo sogno si avvia concretamente con il nuovo sviluppo dell’Istituto: nuovi edifici, nuovi reparti, nuove tecnologie all’avanguardia. Un investimento molto importante e impegnativo nei prossimi dieci anni per realizzare l’Istituto del futuro. Perché le sfide della ricerca sul cancro non aspettano.
Io ci credo. Perché in quarant’anni ho imparato che quando Candiolo si mette in testa un obiettivo, con il vostro aiuto, riesce sempre ad arrivare dove nessuno avrebbe scommesso. Perciò, ancora una volta, vi chiedo di esserci. Di sognare con noi. Di credere che ogni donazione – grande o piccola – è un mattone in più verso un futuro in cui il cancro si cura sempre meglio, sempre prima, con sempre maggiore precisione. Insieme, come abbiamo sempre fatto: dobbiamo andare avanti finché il cancro non sarà vinto.
