05/04/2026

Ricerca e innovazione per superare la resistenza ai tumori

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ricerca sulla resistenza ai tumori nel progetto IMCURE

Il progetto di ricerca IMCURE nasce grazie ai fondi del 5X1000 destinati alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, con un obiettivo ambizioso e profondamente concreto: offrire nuove possibilità di cura alle persone colpite da tumori solidi resistenti alle terapie tradizionali o che si ripresentano dopo una prima risposta positiva.

Si tratta di una delle sfide più complesse dell’oncologia moderna, che coinvolge molti pazienti e famiglie e per la quale sono necessarie soluzioni innovative.

Negli ultimi anni la ricerca oncologica ha compiuto progressi straordinari, portando allo sviluppo di farmaci sempre più efficaci e mirati. Tuttavia, in una parte dei casi, il tumore riesce ad adattarsi, diventando resistente alle cure disponibili. Quando questo accade, le opzioni terapeutiche si riducono sensibilmente.

Il progetto IMCURE nasce proprio per rispondere a questo bisogno ancora insoddisfatto, esplorando nuove strategie terapeutiche dove oggi le alternative sono limitate.

La ricerca si concentra sull’immunoterapia cellulare, una delle frontiere più promettenti della medicina. In questo approccio, il trattamento non è un farmaco tradizionale, ma utilizza le cellule del sistema immunitario del paziente.

In particolare, i ricercatori lavorano sui linfociti, globuli bianchi che fanno parte delle nostre difese naturali. In laboratorio, queste cellule possono essere potenziate o “istruite” per riconoscere in modo più efficace le cellule tumorali e distruggerle.

All’interno del progetto IMCURE, al quale collaborano anche i colleghi Giovanni Grignani e Fabrizio Carnevale, vengono studiate due principali strategie.

Cellule immunitarie già presenti nel tumore

La prima utilizza cellule immunitarie già presenti all’interno del tumore, che possono essere isolate da tessuti rimossi durante un intervento chirurgico. Queste cellule vengono fatte crescere in laboratorio per aumentarne il numero e rafforzarne l’azione contro il tumore.

Linfociti modificati da prelievo di sangue

La seconda strategia parte invece da un semplice prelievo di sangue: i linfociti vengono modificati per dotarli di uno speciale recettore, che permette loro di riconoscere con precisione le cellule tumorali e colpirle in modo mirato.

Un aspetto particolarmente importante del progetto è l’attenzione alle cellule staminali del cancro, una piccola popolazione di cellule molto resistenti alle terapie e spesso responsabili delle ricadute della malattia.

Colpire queste cellule significa intervenire alla radice del tumore, con l’obiettivo di ottenere risultati più duraturi nel tempo e ridurre il rischio di recidive.

Le ricerche si svolgono oggi in laboratorio, utilizzando modelli avanzati che permettono di valutare l’efficacia delle cellule immunitarie contro il tumore. Anche se questa fase è ancora preclinica, il suo valore è fondamentale: i risultati ottenuti serviranno a costruire basi scientifiche solide per avviare in futuro studi clinici e sviluppare nuove terapie per i pazienti con tumori resistenti alle cure attuali.

Progetti come IMCURE sono resi possibili grazie al sostegno dei donatori e alle risorse del 5X1000. Il loro contributo consente ai ricercatori di portare avanti studi complessi e di lungo periodo, trasformando idee innovative in percorsi di ricerca concreti.

È grazie a questa fiducia e a questo impegno condiviso che la ricerca può continuare a generare nuove opportunità di cura e a offrire speranza a chi ogni giorno affronta la malattia oncologica.

Professor Dario Sangiolo
Oncologo presso l’Istituto di Candiolo – IRCCS

Locandina Campagna 5X1000

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