Ricevi un promemoria
Ricevi il Codice Fiscale della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro da inserire nella tua dichiarazione dei redditi.
15/04/2026
Dicono di noi
La Repubblica Salute
Uno studio dimostra che il sole artificiale produce mutazioni associate al melanoma sull’intera superficie cutanea. Per l’Oms i lettini sono cancerogeni di gruppo 1, come fumo e amianto
L’abbronzatura artificiale non si limita a scurire la pelle: la riscrive a livello molecolare. Uno studio pubblicato su Science Advances dalla Northwestern Medicine e dall’Università della California di San Francisco ha dimostrato per la prima volta come i lettini solari producano mutazioni del DNA associate al melanoma su quasi l’intera superficie cutanea, un danno molto più esteso di quello provocato dalla luce solare naturale.
Il team guidato dal dermatologo Pedram Gerami ha analizzato le cartelle cliniche di circa seimila pazienti, metà dei quali utilizzatori regolari di lettini. Il melanoma è stato diagnosticato nel 5,1% degli esposti contro il 2,1% dei controlli: anche dopo aver corretto per età, sesso, scottature e familiarità, il rischio restava 2,85 volte più alto. I tumori comparivano più spesso in zone normalmente protette dal sole, come la parte bassa della schiena e i glutei.
“Nella stragrande maggioranza dei casi la sede principale del melanoma per l’uomo è il dorso, mentre per le donne sono le gambe”, spiega Marco Rubatto, dermatologo oncologo dell’IRCCS di Candiolo. “Tuttavia, circa il 10% dei melanomi si localizza in sedi non esposte, come la coroide o la pianta del piede, e ha molto spesso una derivazione non prettamente legata all’esposizione cronica ai raggi UV, bensì una componente di tipo genetico”.
L'articolo completo è disponibile a questa pagina