Allegra Agnelli

Fondatrice e Presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro dal 1986. Quarant’anni di impegno per costruire in Piemonte un centro oncologico d’eccellenza, accessibile a tutti, in cui cura e ricerca vivono fianco a fianco. Oggi è Presidente della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro – Candiolo.

Allegra Agnelli, Presidente della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro - Candiolo

Allegra Agnelli ha iniziato il suo impegno nella ricerca oncologica nel 1979, con la costituzione del Comitato Piemonte e Valle d’Aosta dell’AIRC, di cui entra nel Consiglio Direttivo nazionale come Vice Presidente. Sono le campagne di raccolta fondi di quegli anni a farle toccare con mano un limite: in Piemonte mancava un luogo capace di mettere insieme cura e ricerca in modo strutturato, aperto a tutti.

Da quell’intuizione nascono la Fondazione, nel 1986, e dieci anni dopo l’Istituto, realizzato interamente grazie al sostegno privato. Da allora la sua presidenza non si è mai interrotta: quarant’anni in cui Candiolo è cresciuto come un cantiere permanente, con lo stesso principio trasmesso a ogni generazione di medici, ricercatori e collaboratori: le persone al centro.

La sua voce la trovi nel video-racconto in apertura di questa pagina; qui sotto, le tappe principali di una storia che continua.

1979

Costituisce il Comitato Piemonte e Valle d’Aosta dell’AIRC

1986

Nasce la Fondazione: ne è Presidente da quarant’anni

1996

Apre a Candiolo il centro oncologico costruito con fondi privati

2013

L’Istituto è riconosciuto IRCCS dal Ministero della Salute, primo in Piemonte

2022

Accreditamento europeo OECI come Comprehensive Cancer Centre

2026

La Fondazione prende il suo nome e viene pubblicata la Carta dei Valori

Proprio alla vigilia dei quarant’anni, quella stessa visione assume un nome nuovo: Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro – Candiolo. Non una rottura, ma una conferma dell’impegno di Allegra Agnelli. Per questo, gli stessi principi di sempre trovano per la prima volta forma scritta nella Carta dei Valori: non un punto d’arrivo, ma una promessa verso il futuro di Candiolo.

Nel corso di quarant’anni, l’impegno di Allegra Agnelli è stato riconosciuto da istituzioni di primo piano a livello nazionale e locale.

  • 2004 — Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica, conferita al Quirinale dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione della Giornata Mondiale della Sanità
  • 2004 — Laurea Honoris Causa in Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Torino, per la dedizione in difesa dei diritti degli animali
  • 2005 — Peace Awards della Fondazione Together for Peace, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica
  • 2013 — Premio Pannunzio, per il contributo alla promozione della ricerca medico-scientifica
  • Cittadinanze onorarie — Candiolo, Bra (2015) e Giaveno (2023), per il contributo determinante allo sviluppo di un centro oncologico di eccellenza, accessibile a tutti

2026 — Una promessa per il futuro

“Non avrei mai immaginato che la lotta contro il cancro sarebbe diventata la mia vocazione. La vita, però, ha i suoi modi per indicarci la strada.”

Senza i donatori, Candiolo non esisterebbe: “mantenere la parola data” è stato e resterà il cardine di tutto ciò che facciamo. Il paziente è sempre stato al centro e dovrà esserlo per sempre. Chiunque varchi queste porte ha il diritto di curarsi e di beneficiare delle scoperte qui e fin qui compiute, indipendentemente dalla propria condizione.

Dobbiamo andare avanti, finché il cancro non sarà vinto. Dobbiamo ampliare gli sforzi oltre i nostri confini e vogliamo farlo con una veste nuova: mi è stato chiesto di rinominare la Fondazione con il mio nome. Ne sono commossa e onorata.

La presente Carta dei Valori rappresenta la mia promessa verso il futuro: Candiolo dovrà continuare a essere all’altezza della sua stessa eredità, un’eredità straordinaria, fatta di scienza e di speranza, con la stessa passione e lo stesso senso di responsabilità.

Leggi la Carta dei Valori integrale

Ho scelto di impegnarmi in prima persona più di quarant’anni fa, perché questa malattia, che è una sfida per l’umanità, ha toccato profondamente la mia esistenza come quella di tantissime altre persone.

Fu determinante, alla fine degli anni Settanta, l’incontro con alcuni ricercatori dell’Università di Torino. I loro laboratori erano soffitte, spazi di fortuna, ambienti inadeguati alla grandezza della loro competenza e della loro passione.

Pensai allora che bisognasse dare a quei ricercatori gli strumenti migliori per fare ricerca di eccellenza al servizio del paziente e oggi, di fronte alle straordinarie conquiste dell’oncologia, lo penso con ancora maggiore convinzione.

Da quell’incontro, sostenuta dalla spinta decisiva di mio marito Umberto, capii che avrei dovuto e soprattutto potuto fare molto di più che firmare un assegno.

Nacque quindi, pochi anni dopo, la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, con un’ambizione visionaria: contribuire alla sconfitta del cancro attraverso un polo oncologico d’avanguardia. Quel sogno prese forma nell’Istituto di Candiolo, un luogo dove cura e ricerca si fondono ogni giorno con un unico obiettivo: portare al letto del paziente le terapie più efficaci nel minor tempo possibile.

Candiolo è della comunità e per la comunità. È stato realizzato grazie alla generosità di decine di migliaia di persone che hanno scelto di credere in un sogno ancora prima che in un progetto; tante gocce che fanno un oceano. Quella fiducia continua a essere trasmessa a tutte le donne e a tutti gli uomini che ogni giorno lavorano a Candiolo, trasformandosi in competenza, dedizione e cura autentica.

Senza i donatori, Candiolo non esisterebbe: “mantenere la parola data” è stato e resterà il cardine di tutto ciò che facciamo. Il paziente è sempre stato al centro e dovrà esserlo per sempre. Chiunque varchi queste porte ha il diritto di curarsi e di beneficiare delle scoperte qui e fin qui compiute, indipendentemente dalla propria condizione.

Dobbiamo andare avanti, finché il cancro non sarà vinto. Dobbiamo ampliare gli sforzi oltre i nostri confini e vogliamo farlo con una veste nuova: mi è stato chiesto di rinominare la Fondazione con il mio nome. Ne sono commossa e onorata.

La presente Carta dei Valori rappresenta la mia promessa verso il futuro: Candiolo dovrà continuare a essere all’altezza della sua stessa eredità, un’eredità straordinaria, fatta di scienza e di speranza, con la stessa passione e lo stesso senso di responsabilità.

Essa costituisce il riferimento vivo per tutti coloro che operano in nome della Fondazione e dell’Istituto, nella certezza che credibilità e trasparenza non siano obblighi formali, ma il modo autentico di onorare la fiducia di chi ci ha sostenuto e di chi ci sosterrà.

Sei principi, una sola promessa. La Carta dei Valori è il riferimento vivo per chi opera oggi in nome della Fondazione e dell’Istituto, e per chi verrà domani. A scriverla, in prima persona, è Allegra Agnelli:

“Questi sono i Valori che hanno guidato ogni mia scelta e che consegno a chi mi seguirà.”

01 — Fiducia

Quella dei donatori, dei pazienti e della comunità, da guadagnare ogni giorno e da non tradire mai.

02 — Eccellenza

Nella ricerca, nella cura, nelle persone. Non come traguardo, ma come impegno permanente.

03 — Umanità

Perché dietro ogni diagnosi c’è una persona, una famiglia, una storia.

04 — Accessibilità

Perché le scoperte e la cura hanno valore solo se raggiungono chi ne ha bisogno.

05 — Trasparenza e serietà

Come fondamento etico di ogni azione.

06 — Continuità

Il coraggio di costruire qualcosa che duri oltre noi stessi.

Presidente della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro – Candiolo

Contro il cancro, sostieni Candiolo.

Il sogno iniziato nel 1986 continua oggi grazie a chi sceglie di esserci.

Contro il cancro, sostieni Candiolo.

Il sogno iniziato nel 1986 continua oggi grazie a chi sceglie di esserci.