Oncologia a Candiolo: il Dott. Grignani svela le nuove frontiere contro il cancro

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Con oltre 800 pazienti ricoverati ogni anno nel reparto di degenza e più di 33.000 accessi al Day Hospital, per esami procedure medico-diagnostiche con le più moderne tecnologie, il dipartimento di oncologia medica dell’Istituto di Candiolo – IRCCS è una frontiera avanzata nella lotta al cancro. Più di 100 i suoi operatori, tra i quali una trentina di medici e da qualche mese un nuovo direttore, Giovanni Grignani.

Lei è il nuovo responsabile di Candiolo, ma non è un volto nuovo qui dove ritorna dopo 2 anni di servizio alla città della Salute di Torino. Come mai ritorna sui suoi passi?

Quello che mi ha spinto a questa decisione è stato la vocazione che ha Candiolo, la possibilità di reinserirmi in un ospedale in cui il tumore in tutte le sue manifestazioni, dall’aspetto patogenetico all’aspetto terapeutico, è affrontato con una dedizione e una competenza che è abbastanza singolare nel panorama nazionale, internazionale e ovviamente, essendo questa la mia disciplina mi è sembrato che potesse essere il luogo dove io avrei potuto svolgere la mia professione nel modo migliore.

Terapie a bersaglio molecolare

Dal punto di vista delle terapie innovative, su quali linee di ricerca punta il suo dipartimento?

Qui è stata una culla per quelle che si chiamano terapie a bersaglio molecolari e cioè la capacità di identificare delle alterazioni estremamente specifiche nel contesto della cellula tumorale e andare a colpire quelle ed esclusivamente quelle.

Immunoterapia e combinazione strategica

E l’altro ambito in cui veramente a Candiolo abbiamo avuto una fioritura di opportunità terapeutiche è stato negli ultimi anni la combinazione di queste strategie, l’avvento dell’immunoterapia e ovviamente la selezione in base alle caratteristiche specifiche della patologia di ciascun paziente che ci ha permesso proprio di orientare i trattamenti in in questo senso.

Qual è il vostro livello tecnologico e strumentale?

In generale, nel nostro paese e in particolare nel nostro Istituto noi abbiamo a disposizione tutte le tecnologie che consentono la cura della maggior parte dei tumori, ma uno delle grandi capacità del mondo oncologico italiano è quello di fare rete e laddove noi possiamo non avere un determinato strumento.

Faccio l’esempio, la terapia con carbonio che nella stessa Germania vede un solo centro averla, siamo capaci proprio di costruire dei percorsi per i pazienti per il riferimento a questi centri.

L’Istituto ha una ricchezza da un punto di vista diagnostico terapeutico che è abbastanza unica nel nostro panorama nazionale, ma non siamo gli unici e questa è una delle grandi virtù del sistema sanitario nazionale italiano.

Organizzazione e struttura del Day Hospital

Il Day Hospital è una struttura strategica per un ospedale moderno ed efficiente, ma è una macchina complessa. Che caratteristiche ha quello del dipartimento di oncologia medica di Candiolo?

Il nostro è un Day Hospital che è in qualche modo organizzato per affrontare tre macroaree del percorso oncologico del paziente: l’ambito oncologico, l’ambito ematologico e un aspetto che per noi rimane centrale che è quello della terapia del dolore.

De-ospedalizzazione e vantaggi per il paziente

L’organizzazione di questo Day Hospital è per noi un fiore all’occhiello perché riteniamo che tutte le volte in cui sia possibile fare un trattamento in un contesto di de-ospedalizzazione, questo sia nell’interesse della persona e ovviamente questo significa essere in grado però di offrire in poche ore tutto quello che un tempo veniva fatto in reparto, cioè in regime di ricovero ordinario in un tempo molto più lungo.

Quali neoplasie si trattano nelospital dell’Istituto di Candiolo?

Beh, mi è quasi più semplice dire quelle che non trattiamo. Abbiamo una collaborazione molto forte con il gruppo proprio della Città della Salute nelle neoplasie del sistema nervoso centrale con la professoressa Rudà e poi posso dirle che sostanzialmente noi seguiamo tutti i tipi di tumore.

Le aree di eccellenza

Ovviamente ci sono delle eh aree in cui l’Istituto ha ambiti di eccellenza. Le parlo dell’area oncoematologica, l’area del del tumore della mammella, l’area del tumore ginecologico.

Abbiamo nell’ambito dei tumori rari e dei sarcomi una dedizione che appunto è ventennale, però l’Istituto ha sempre cercato di crescere aggiungendo proprio un tassello dopo l’altro in maniera tale da poter offrire ai pazienti che si rivolgono in questa struttura un percorso completo, dal momento diagnostico all’atto chirurgico, alla terapia medica quando questa è indicata e ovviamente con un dipartimento di radioterapia che è assolutamente funzionale, parte integrata di tutto questo percorso.

Il costo della personalizzazione

Si parla molto di terapie oncologiche personalizzate, ma mirare un farmaco sulle caratteristiche di uno specifico paziente non costa troppo?

Guardi, tocca un punto che è per me centrale e che richiede proprio una piccolissima digressione su che cosa noi dobbiamo intendere per personalizzazione della medicina.

Cosa significa davvero personalizzare la medicina

Personalizzazione della medicina vuole realmente dire dimenticare la malattia e ripartire dalla persona che è portatrice di quella malattia. Questo significa essere capaci di interpretare la malattia nel singolo e questo vuol dire innanzitutto partire dalla visione della malattia e della salute della persona che si trova in quella condizione di malattia.

Richiede di ovviamente essere capace di declinare quella che è l’opportunità terapeutica in quel contesto specifico e poi certamente ha delle implicazioni che sono quelle che in qualche modo la sua domanda sottendeva e cioè di carattere economico perché effettivamente noi abbiamo la possibilità oggi di un livello di profondità nelle analisi che ha delle evidenti implicazioni di carattere economico.

Il rapporto costo-beneficio nella medicina personalizzata

Ecco, però è anche vero che una terapia fatta in modo non personalizzato comporta inevitabilmente dei rischi di spreco perché non sempre la migliore terapia è quella che deve essere offerta a tutti e quindi attraverso la personalizzazione e attraverso la raffinatezza delle analisi diagnostiche che nel nostro istituto noi possiamo offrire, questo discorso sulla necessaria e attentissima valutazione del rapporto costo beneficio, non sempre se veramente viene attuata una personalizzazione della medicina diventa sfavorevole.