02/03/2026

Dottor Giovanni Grignani con stundenti
Parlare di prevenzione oncologica è, in senso pieno, parlare di futuro: non di un futuro astratto, ma di quello che si costruisce giorno dopo giorno attraverso le scelte concrete di migliaia di giovani.
È con questa consapevolezza che nasce Generazione Prevenzione, un progetto educativo che mette in relazione competenze scientifiche, scuola e territorio con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della prevenzione oncologica.
Il progetto è promosso dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro – Candiolo, insieme a Fondazione Agnelli e Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi ETS, con il contributo del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Torino. L’iniziativa mira a portare nelle scuole informazioni corrette e basate su evidenze scientifiche, favorendo nei ragazzi una maggiore attenzione verso stili di vita salutari e scelte attive di prevenzione.
La prevenzione oncologica rappresenta infatti uno strumento concreto per ridurre il rischio di sviluppare molte patologie tumorali. Numerosi studi dimostrano che una quota significativa di tumori è associata a fattori di rischio modificabili, come il fumo di tabacco, il consumo eccessivo di alcol, la sedentarietà, un’alimentazione non equilibrata e la mancata adesione a programmi vaccinali, tra cui quello contro il Papillomavirus umano (HPV). Conoscere questi elementi consente di adottare scelte più consapevoli a tutela della propria salute.
L’età adolescenziale è un periodo particolarmente importante perché è in questa fase che si consolidano molte abitudini che accompagneranno la persona nel tempo. Per questo motivo, promuovere un’educazione alla salute durante gli anni della scuola superiore rappresenta un investimento rilevante in termini di prevenzione e salute pubblica.

Studente risponde a questionario di Generazione Prevenzione
Le scelte legate agli stili di vita — alimentazione, attività fisica, consumo di alcol e tabacco, adesione alle vaccinazioni — si sviluppano spesso proprio durante l’adolescenza. Intervenire in questa fase significa offrire strumenti utili quando i comportamenti sono ancora in formazione, favorendo maggiore consapevolezza e capacità critica.
Parlare di prevenzione oncologica nelle scuole non significa soltanto trasmettere informazioni, ma anche aiutare i ragazzi a orientarsi tra le numerose informazioni sulla salute, distinguendo fonti affidabili da contenuti non scientificamente corretti. Si tratta quindi di un intervento educativo che contribuisce alla formazione di cittadini più informati e responsabili.

Logo Generazione Prevenzione
Generazione Prevenzione nasce dalla collaborazione tra realtà con competenze complementari: una fondazione che da 40 anni sostiene la cura e la ricerca sul cancro, due fondazioni culturali con forte radicamento nel territorio torinese, e le forze dell’ordine a garantire presenza e credibilità nelle iniziative rivolte ai giovani al di fuori delle aule scolastiche.
Quest’anno il progetto ha raggiunto centinaia di studentesse e studenti delle classi quarte e quinte degli istituti superiori di Torino e dell’area metropolitana. Non si tratta di lezioni frontali ma incontri strutturati e momenti di confronto diretto con i professionisti sanitari, concepiti per stimolare partecipazione attiva, pensiero critico e una comprensione reale dei meccanismi che legano lo stile di vita al rischio oncologico.
Il contributo scientifico è garantito dai medici e dagli specialisti dell’Istituto di Candiolo – IRCCS, che portano nelle scuole competenze cliniche aggiornate e un’esperienza diretta nella cura dei pazienti oncologici.

Dottor Giovanni Grignani con studenti
Uno degli elementi distintivi di GenerAzione PrevenZione è il confronto diretto tra studenti e medici che operano quotidianamente nella cura e nella ricerca oncologica, persone che portano in classe la stessa concretezza con cui affrontano il lavoro in corsia o in sala operatoria.
Questo confronto diretto consente ai ragazzi di comprendere meglio il legame tra comportamenti quotidiani, prevenzione e salute nel lungo periodo.
Tra i temi affrontati vi sono i fattori di rischio legati agli stili di vita, i tumori correlati all’HPV, l’importanza della vaccinazione e il valore della diagnosi precoce e degli screening oncologici.
Il dottor Giovanni Grignani, Direttore di Oncologia Medica presso l’Istituto di Candiolo – IRCCS, affronta il tema degli stili di vita e dei fattori di rischio con particolare attenzione al tabacco e all’alcol, aiutando gli studenti a comprendere non solo cosa accade nel corpo, ma perché certi comportamenti aumentano concretamente la probabilità di sviluppare un tumore nel lungo periodo.
Il dottor Luigi Carlo Turco, Direttore dell’Ovarian Cancer Center, si concentra sui tumori HPV-correlati e sull’importanza della vaccinazione anti-HPV.
Il professor Alberto Milan, Direttore del Reparto di Medicina Interna, approfondisce la relazione tra salute sistemica e prevenzione oncologica, restituendo agli studenti una visione integrata dell’organismo: un corpo che risponde alle scelte quotidiane con effetti misurabili sul rischio di malattia.
La dottoressa Teresa Staiano, Direttore della Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva Diagnostica e Interventistica dell’IRCCS di Candiolo, porta l’attenzione sull’importanza cruciale della diagnosi precoce e degli screening nella prevenzione dei tumori gastroenterici.

Dottor Giovanni Grignani con stundenti
Tutto inizia con due workshop in aula della durata di circa due ore, svolti in orario scolastico. Gli incontri affrontano in modo accessibile ma rigoroso cosa significa prevenire un tumore, quali sono le differenze operative tra prevenzione primaria e secondaria, e come i comportamenti quotidiani – dalla tavola alla sigaretta, dall’attività fisica al rapporto con l’alcol – si traducono in dati epidemiologici concreti. Particolare rilievo è dato alla vaccinazione anti-HPV e alla comprensione del ruolo degli screening nella diagnosi precoce.
Durante questi incontri sono inserite sessioni di approfondimento in cui gli studenti si confrontano con casi clinici e scenari realistici, imparando a ragionare sui dati piuttosto che a memorizzarli attraverso il dibattito tra di loro alla presenza dello specialista oncologo. L’obiettivo è sviluppare una capacità di interpretazione critica delle informazioni sanitarie che duri ben oltre la fine del progetto.
Nella fase conclusiva, alcuni studenti maggiorenni diventano protagonisti di attività di peer education. Affiancati dagli operatori del progetto e in collaborazione con le forze dell’ordine, portano messaggi di prevenzione oncologica direttamente nei luoghi frequentati dai loro coetanei. È il momento in cui il progetto supera i muri dell’aula e genera un impatto culturale diffuso sul territorio.

Annarita Masullo e dottor Luigi Carlo Turco con studenti
Si chiama Annarita Masullo. È una paziente dell’Istituto di Candiolo – IRCCS, operata dal dottor Luigi Carlo Turco, il chirurgo che – come dice lei stessa – le ha salvato la vita. Qualche giorno fa ha scelto di entrare in una classe di studenti e studentesse per raccontare la sua storia. Avrebbe potuto non farlo. Ha scelto di farlo.
Ha raccontato del suo tumore HPV-correlato. Di come poteva essere evitato con un vaccino. Ha incrociato gli sguardi delle ragazze e dei ragazzi in sala e ha parlato di vaccini, di screening, di cura di sé. La sua non è stata una lezione. È stata qualcosa di più raro: una testimonianza capace di unire informazione e umanità, dati e vita vissuta.
Annarita non è salita in cattedra per la sua storia – che, come dice lei stessa, è purtroppo una storia molto comune. L’ha fatto perché crede che informare le nuove generazioni sia un atto doveroso. Perché sapere è una grande forma di libertà. Ed è esattamente per questo che esiste Generazione Prevenzione.
È con queste parole che il dottor Luigi Carlo Turco, Direttore dell’Ovarian Cancer Center dell’Istituto di Candiolo – IRCCS, sintetizza il senso del suo impegno in Generazione Prevenzione.
Ginecologo oncologo di lungo corso, porta in aula la stessa consapevolezza che guida il suo lavoro in sala operatoria: la prevenzione salva le vite, e farlo capire ai giovani è parte integrante della cura.
Negli incontri il dottor Turco parla di HPV – classificato tra i principali agenti patogeni responsabili di cancro a livello globale – e dei tumori che può causare: cervice uterina, vulva, vagina, faringe, ano. Un virus che, secondo le stime della letteratura scientifica internazionale, la maggior parte delle persone incontra nel corso della vita, spesso senza saperlo e senza manifestare sintomi.
La buona notizia – e il dottor Turco ci tiene a diffonderla con chiarezza – è che oggi esistono gli strumenti per proteggersi. Il vaccino anti-HPV, somministrato in età adolescenziale, può ridurre in maniera significativa il rischio di sviluppare tumori HPV-correlati. E lo screening – attraverso il Pap test e l’HPV test – permette di individuare lesioni precancerose prima che progrediscano verso forme più gravi e difficili da trattare.
“È fondamentale che le nuove generazioni sappiano come fare prevenzione. La prevenzione vuol dire diagnosi precoce. E la diagnosi precoce vuol dire poter curare un tumore – e guarire.”
Prevenire significa agire adesso. Non domani.
In un’epoca in cui molte forme di tumore possono essere prevenute attraverso scelte di vita consapevoli, vaccinazioni accessibili e programmi di screening strutturati, iniziative come Generazione Prevenzione non sono un lusso culturale: sono una necessità di salute pubblica.
Sostenere il progetto significa investire nella prevenzione oncologica dove essa può avere il maggiore impatto – nelle scuole, con i giovani, nel momento in cui le abitudini sono ancora plasmabili. Significa contribuire alla diffusione di informazioni scientificamente fondate in un panorama comunicativo spesso dominato da semplificazioni e distorsioni.
La Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro – Candiolo, insieme ai partner del progetto e all’Istituto di Candiolo – IRCCS, porta avanti questa missione grazie al sostegno di donatori, istituzioni e comunità. Con la consapevolezza che prevenire oggi non è solo proteggere la salute di domani: è costruire una società più libera, più informata, più capace di prendersi cura di sé.
La prevenzione oncologica comprende l’insieme delle strategie volte a ridurre il rischio di sviluppare un tumore o a individuarlo nelle sue fasi iniziali. Si distingue in prevenzione primaria – che agisce sui fattori di rischio modificabili come fumo, alcol, alimentazione e sedentarietà – e prevenzione secondaria, che include screening e controlli periodici finalizzati alla diagnosi precoce.
Informare correttamente i giovani su questi meccanismi significa dotarli di strumenti concreti per governare la propria salute nel lungo periodo.
L’adolescenza e la prima età adulta sono le fasi in cui si consolidano le abitudini destinate a durare. Intervenire in questa finestra temporale con un’informazione scientifica chiara e accessibile permette di agire in anticipo sui comportamenti a rischio e di formare una cultura della salute radicata, non episodica.
La vaccinazione contro il Papillomavirus umano (Human Papilloma Virus – HPV) è uno degli strumenti più efficaci di prevenzione primaria oggi disponibili. L’HPV è responsabile di diverse forme tumorali, tra cui il tumore del collo dell’utero e altri tumori correlati al virus. Vaccinarsi, insieme alla partecipazione regolare ai programmi di screening, consente di ridurre in modo sostanziale il rischio di sviluppare queste patologie. La corretta informazione su HPV e vaccinazione è uno dei cardini del percorso educativo di Generazione Prevenzione.
La diagnosi precoce consiste nell’individuare un tumore in fase iniziale, quando le opzioni terapeutiche sono più ampie e le probabilità di guarigione più elevate. Gli screening oncologici sono programmi di controllo rivolti alla popolazione sana, concepiti per identificare alterazioni precancerose prima della comparsa dei sintomi. Comprendere il valore dello screening significa comprendere il senso profondo della medicina preventiva: intervenire prima, per curare meglio.
