03/02/2026
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Torino Oggi
Si tratta di un un ecosistema di umanizzazione delle cure unico in Italia, che prevede anche il ricorso alla realtà immersiva, alla pet therapy, alla nutrizione e al sostegno psicologico.

Non solo bisturi, molecole e tecnologie di ultima generazione. All’Istituto di Candiolo IRCCS, la lotta contro il cancro si combatte anche con le armi dell’umanizzazione, grazie anche al sostegno della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ETS (FPRC). In occasione del World Cancer Day, che si celebra domani in tutto il mondo, l’Istituto presenta le ultime novità di “Candiolo Cares”, un ecosistema di cura unico in Italia che mette al centro l’ambito esistenziale del paziente. “Con ‘Candiolo Cares’ abbiamo realizzato un modello di accoglienza che spazia dalla realtà virtuale alla pet therapy, fino al ‘caring massage’ eseguito da infermieri specializzati – dichiara Salvatore Nieddu, Direttore Generale dell’IRCCS di Candiolo -. Ogni iniziativa non è solo un gesto di supporto, ma parte di un progetto di ricerca strutturato: analizziamo i risultati in modo scientifico per valutare i benefici reali sulla salute psico-fisica dei pazienti e sullo stress emotivo dei caregiver”.
La novità più significativa presentata quest’anno è il “caring massage”, un’attività che l’Istituto sta per avviare con un’equipe di infermieri appositamente formati. Non si tratta di un semplice massaggio estetico o fisioterapico, ma di una tecnica a pressione moderata che agisce su specifici punti del corpo, indissolubilmente unita a un approccio comunicativo ed empatico. “Le evidenze scientifiche internazionali confermano che il massaggio in ambito oncologico è una terapia di supporto straordinaria: è in grado di ridurre drasticamente i livelli di ansia, attenuare la percezione del dolore e migliorare la qualità del sonno dei pazienti in trattamento – spiega Piero Fenu, Direttore Sanitario dell’IRCSS di Candiolo -. A Candiolo, questa pratica diventa un momento di fiducia profonda tra infermiere e paziente. L’infermiere, figura cruciale nel rapporto quotidiano di cura, utilizza il contatto fisico come veicolo di sollievo, trasformando la manipolazione della cute e dei muscoli in un gesto di vicinanza emotiva che rilassa il paziente e ne fortifica lo spirito”.
Sempre nell’ottica della qualità della vita, l’Istituto promuove l’utilizzo dei caschetti refrigerati, una tecnologia fondamentale per contrastare la caduta dei capelli durante la chemioterapia, riducendo l’impatto psicologico della malattia sull’immagine corporea dei pazienti.
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